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A VOLTE IL DESTINO...
Marianna e Luigi si conoscevano fin da bambini e, lentamente, la loro amicizia si era trasformata in un sentimento ben diverso.
Erano fatti l'uno per l'altra, amavano ridere, scherzare, ballare, amavano vivere intensamente la loro vita e, proprio per questo e per quell'amore che era cresciuto in loro, avevano deciso di sposarsi.
Nei pressi del paese in cui abitavano, scorreva un torrente che si incanalava in una gola piuttosto profonda, attraversata da un ponte di legno. Tuffarsi da quel ponte era una delle passioni che avevano in comune.
Una domenica d'estate, i ragazzi erano pronti per sfidare il torrente come al solito.
Luigi, seguito da un amico, si lanciò per primo dal ponte, mentre Marianna, prima di tuffarsi a sua volta, osservava quell' impresa alla quale aveva assistito innumevoli volte.
Ma quel giorno qualcosa andò storto. La giovane attese invano di vederlo apparire tra i flutti e, in preda alla disperazione, si gettò nelle acque impetuose del torrente. Nessuno, tuttavia, potè fare qualcosa per lo sfortunato giovane e di lui non restò che un corpo inanimato.
Non pianse Marianna, rimase impietrita con lo sguardo assente di fronte a quella orribile tragedia.
Erano bastati pochi secondi e tutto era andato in frantumi. La casa preparata insieme sarebbe rimasta vuota, non avrebbe indossato il vestito da sposa, che tanto aveva sognato e nulla sarebbe stato più come prima senza Luigi.
Per Marianna, chiusa ormai in se stessa, la vita era diventata priva di senso e di speranze.
Un giorno, tuttavia, una decisione improvvisa e avventatata la scosse dal suo torpore. "Voglio farmi suora" annunciò ai famigliari increduli.
Non era mai stata particolarmente devota e quell'idea parve a tutti una pura follia. Cercarno di dissuaderla in ogni modo, ma alla fine Marianna entrò in convento e, dopo il previsto periodo di noviziato, prese i voti.
La ragazza di un tempo non c'era più, ora per chiunque sarebbe stata solamente suor Teresa e avrebbe prestato servizio in una clinica gestita dall'ordine a cui apparteneva.
Non aveva nozioni di medicina, ma imparò molto presto ad affiancare le infermiere nei compiti quotidiani più semplici.
Sentirsi utile le fece riacquistare un po' di pace ma i ricordi, che continuavano a riaffiorare nella sua mente, la rendevano terribilmente triste, nonostante cercasse di nascondere agli altri la propria infelicità.
Gli anni passarono e, a furia di voler apparire allegra, suor Teresa recuperò veramente un po' della sua voglia di vivere.
Quando iniziava il turno di lavoro, una vera e propria ventata di allegria entrava nei reparti. Nessuno sapeva far sorridere i malati come lei, era in grado di sdrammatizzare anche situazioni difficili e tutto il personale della clinica aveva imparato a stimarla.
Solamente l' arcigna madre superiora pareva non apprezzare quell' esuberanza che riteneva eccessiva e fuori luogo. Ma la donna era fatta così, per troppo tempo aveva sofferto e soffocato la propria natura e ora non ce la faceva più a reprimerla.
Nella clinica in cui lavorava, era stato assunto da poco un giovane medico. Si chiamava Piero ed era un uomo timido e riservato, quasi schivo, ma preciso e competente nel proprio lavoro. I modi stravaganti di quella suora non erano molto congeniali al suo modo di essere, eppure non poteva fare a meno di ammirare la grande umanità e la capacità di rassenerare i pazienti della religiosa.
A poco a poco, il serio dottore si lasciò contagiare dall' allegria di suor Teresa. Cominciarono a ridere di gusto, a prendersi in giro a vicenda e tra i due nacque una sorta di piacevole complicità.
Più i giorni passavano e più Piero si sentiva attratto da quella donna, pur tentando in tutti i modi di scacciare quella sensazione. Era una suora e, anche se non li dimostrava, aveva diversi anni più di lui.
Teresa, nel frattempo, stava lottando con tutta se stessa per evitare di affezionarsi in modo sbagliato al giovane medico, ma anche in lei andava crescendo un sentimento che mai avrebbe pensato di provare ancora.
Un giorno, si incontrarono da soli nel magazzino dei medicinali e, nonostante la volontà di resistere, cedettero alla passione.
Si creò una situazione tremendamente imbarazzante tra loro e, dopo qualche mese, Piero accettò la proposta di un amico, che gli aveva offerto di lavorare insieme a lui in uno studio medico. Era una fuga la sua, tuttavia non poteva fare altrimenti.
Suor Teresa restò alla clinica in compagnia dei sensi di colpa, ma con la voglia di non rinunciare alla propria allegria.
Poi, proprio come un tempo aveva deciso all' improvviso di prendere i voti, così decise di rinunciarvi. Non era fatta per quella vita, sentiva che se avesse continuato ad essere una suora avrebbe preso in giro se stessa, gli altri e anche Dio.
La sua decisione fu accolta con sopresa da tutti, ma Teresa, tornata Marianna, portò avanti i propri intenti e divenne finalmente la donna che voleva essere.
Trovò lavoro come bambinaia, non guadagnava molto, ma le bastava per vivere.
Un pomeriggio accade l'inaspettato: mentre era al parco con i bambini, incontrò Piero. Parlarono brevemente del passato e delle loro nuove vite e il medico, constatando che ormai nulla poteva impedire il loro rapporto, pregò Marianna di andarlo a trovare nel suo studio.
Cominciarono a vedersi con assiduità e il loro legame si consolidò. La donna riempiva la vita di Piero con la sua esuberanza, gli aveva persino insegnato a ballare, nonostante egli avesse sempre odiato quel genere di cose. Marianna, dal canto suo, si sentiva appagata e al sicuro con lui.
Decisero di sposarsi e trascorsero alcuni anni veramente felici.
Ma un giorno, la donna ricevette una telefonata che avrebbe nuovamente cambiato la sua vita. Mentre tornava da un convegno, l'automobile di Piero era stata travolta da un camion e l'uomo era morto sul colpo.
Per Marianna ricominciò un periodo di profondo dolore, ma questa volta era certa che nulla avrebbe potuto farla uscire dal tunnel buio in cui era entrata.
Infatti, quando in seguito le fu diagnosticata una grave malattia, la donna non ebbe alcuna reazione, rifiutò ogni cura e volle andarsene da sola e in silenzio da questo mondo.
A volte, il destino sembra strano e incredibile, ma quello di Marianna fu davvero crudele e ingiusto.